Emancipazione femminile. Obiettivo 5 SDGs 2018

Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nella quale si declinano gli obiettivi globali per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta ed assicurare prosperità a tutti entro il 2030: i Sustainable Development Goals (SDGs). L’Agenda 2030 è costituita da 17 obiettivi e 169 sotto-obiettivi che fanno riferimento a diversi domini dello sviluppo relativi a tematiche di ordine ambientale, sociale, economico ed istituzionale, delineando un piano d’azione globale per i prossimi 15 anni.

L’Istat ha pubblicato un primo Rapporto annuale, un aggiornamento ed un ampliamento degli indicatori già diffusi (in tre diverse occasioni a cadenza semestrale a partire da dicembre 2016), insieme ad un’analisi del loro andamento tendenziale, fornendo un quadro informativo per il monitoraggio dei progressi verso il modello di sviluppo sostenibile stabilito dalla comunità globale.

Il Rapporto propone un ulteriore ampliamento del panorama degli indicatori, arrivando a fornire un set aggiornato di 117 indicatori UN-IAEG-SDGs e, per questi, 235 misure nazionali.

SINTESI DEGLI INDICATORI DELL’OBIETTIVO 5 – RAGGIUNGERE L’UGUAGLIANZA DI GENERE ED EMANCIPARE TUTTE LE DONNE E LE RAGAZZE.

In Italia, l’Indagine sulla Sicurezza delle donne realizzata nel 2014 ha evidenziato come le violenze contro il genere femminile siano ormai una realtà ampiamente diffusa, interessando 6 milioni e 788 mila donne che hanno subito nella propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Sono i partner attuali o i precedenti a compiere le violenze più gravi. Infatti sono pari al 4,9% della popolazione femminile nella stessa fascia di età le donne tra i 16 e i 70 anni che in Italia nel 2014 hanno avuto almeno un partner nella vita e sono state vittime negli ultimi 12 mesi di violenza fisica, sessuale o psicologica da parte di un partner attuale o del passato (per forma di violenza e per gruppo d’età). In Umbria la percentuale risulta essere di poco superiore: 5,2%, in linea con la media delle altre regioni del centro Italia, al 7° posto per intensità del fenomeno nella graduatoria delle regioni italiane.

Cartogramma. Proporzione di donne e ragazze (di almeno 15 anni d’età) che hanno avuto almeno un partner nella vita e sono state vittime negli ultimi 12 mesi di violenza fisica, sessuale o psicologica da parte di un partner attuale o del passato. Anno 2014

Se si confrontano gli stessi dati dell’indagine condotta nel 2014 con i dati relativi allo stesso intervallo di tempo raccolti nella precedente indagine condotta nel 2006, si rileva una diminuzione, sia in Italia (dal 6,6% del 2006 al 4,9% del 2014), che in Umbria (dal 6,0% del 2006 al 5,2% del 2014) e nel dato medio delle regioni centrali (dal 6,6% del 2006 al 5,2% del 2014).

Grafico. Proporzione di donne e ragazze (di almeno 15 anni d’età) che hanno avuto almeno un partner nella vita e sono state vittime negli ultimi 5 anni di violenza fisica, sessuale o psicologica da parte di un partner attuale o del passato. Anni 2006-2014

Sale la percentuale di donne e ragazze (di almeno 15 anni d’età) che hanno subito negli ultimi 12 mesi violenza sessuale da parte di persone che non fossero i partner, che in Italia nel 2014 si attesta al 7,7% con una flessione di 2,7 percentuali dal 2006. Il dato dello stesso indicatore fa registrare in Umbria un valore più elevato di quello nazionale (9,1% nel 2014 con una flessione di 1,1 punti percentuali rispetto al 2006) e si pone al 3° posto per intensità del fenomeno nella graduatoria delle regioni italiane. Anche nelle regioni dell’Italia centrale si rileva una flessione rispetto al periodo di tempo considerato (9,2% nel 2006 e 8,5% nel 2014).

Cartogramma. Proporzione di donne e ragazze (di almeno 15 anni d’età) che hanno subito negli ultimi 12 mesi violenza sessuale da parte di persone che non fossero i partner. Anno 2014

Grafico. Proporzione di donne e ragazze (di almeno 15 anni d’età) che hanno subito negli ultimi 5 anni violenza sessuale da parte di persone che non fossero i partner. Anni 2006-2014

Un altro indicatore interessante è dato dalla percentuale di tempo impiegato dalle donne nel lavoro domestico e di cura non retribuito, che in Umbria nel periodo di tempo rilevato 2013-2014 si attesta al 13,9% (9° posto nella graduatoria delle regioni italiane per intensità del fenomeno), dato lievemente superiore a quello della media nazionale (13,5%) e a quello delle regioni centrali (13,1%). Tutti i dati territoriali sono in decremento rispetto agli altri periodi rilevati (2008-2009 e 2002-2003).

Cartogramma. Quota di tempo dedicato al lavoro non retribuito, domestico e di cura. Periodo 2013-2014

Grafico. Quota di tempo dedicato al lavoro non retribuito, domestico e di cura. Serie storica 2002-2003, 2008-2009, 2013-2014

Il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e lo stesso tasso di quelle senza figli è uno degli indicatori che aiuta a capire quanto il lavoro si concili con la presenza di figli piccoli. Nell’anno 2017 il rapporto in Italia si attesta al 75,5%, in Umbria è al 78,4%, occupando l’11° posto nella graduatoria delle regioni italiane per intensità del fenomeno, mentre nelle regioni del Centro Italia supera l’80% (80,7%). In Umbria il dato risulta in continua diminuzione a partire dal 2004 (era 83,8%), in decisa controtendenza con il dato nazionale che, dal 2004 al 2016 fa registrare tassi annuali in ascesa.

Cartogramma. Rapporto tra i tassi di occupazione delle donne di 25-49 anni con almeno un figlio in età prescolare e delle donne senza figli. Anno 2017

Grafico. Rapporto tra i tassi di occupazione delle donne di 25-49 anni con almeno un figlio in età prescolare e delle donne senza figli. Serie storica 2004-2017

Uno degli indicatori di emancipazione è dato dalla quota di occupazione da parte delle donne dei posti in Parlamento e nei governi locali. Nel 2018 In Italia la quota è pari al 35,4%, in Umbria (8° posto per intensità del fenomeno nella graduatoria delle regioni italiane) e nelle regioni del Centro Italia è al 37,5%. Dal 2008 al 2018 in tutte le regioni le quote femminili sono in netta ascesa e in particolare in Umbria la percentuale è raddoppiata (passando dal 18,8% al 37,5%).

Cartogramma. Quota di donne elette al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati (a). Anno 2018

Grafico. Quota di donne elette al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati (a).Serie storica 2008-2018

Si attesta al 19% la quota di donne in Umbria elette nel 2018 nel Consiglio regionale, percentuale di poco inferiore alla media nazionale (20,1%) e a quella delle regioni del Centro Italia (25,7%) e 13° posto per intensità del fenomeno nella graduatoria delle regioni italiane.

Cartogramma. Quota di donne elette nei Consigli Regionali (b)(c)(d)(e). Anno 2018

Grafico. Quota di donne elette nei Consigli Regionali (b)(c)(d)(e). Serie storica 2012-2018

Ultimo indicatore considerato desunto dal Rapporto SDGs è il tasso di abortività volontaria che in Umbria è risultato nel 2016 pari a 6,3 casi ogni mille donne di 15-49 anni, in deciso e costante calo dal 2005 (10,4‰). Il dato umbro 2016 è identico a quello della media nazionale e inferiore a quello medio delle regioni centrali (6,5‰) e si pone al 9° posto per intensità del fenomeno nella graduatoria delle regioni italiane.

Cartogramma. Tasso di abortività volontaria delle donne di 15-49 anni. Anno 2016

Grafico. Tasso di abortività volontaria delle donne di 15-49 anni. Serie storica 2005-2016

Note:
(a) Sono esclusi i senatori e i deputati eletti nelle circoscrizioni estero e i senatori a vita
(b) Elezioni effettuate nel 2017 per: Sicilia (dati provvisori)
(c) Elezioni effettuate nel 2015 per: Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania, Puglia
(d) Elezioni effettuate nel 2014 per: Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo, Calabria, Sardegna
(e) Elezioni effettuate nel 2013 per: Valle d’Aosta/Valle d’Aoste, Lombardia, Bolzano/Bozen, Trento, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Molise, Basilicata

Fonti:
ISTAT, Rapporto SDGs 2018. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia. Goal 5 – Achieve gender equality and empower all women and girls;
ISTAT, Multiscopo sulle famiglie: sicurezza delle donne (PSN:IST-02260)

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