LA PUBBLICAZIONE DELLA LEGGE 53/2022 È RICCA DI SOLLECITAZIONI PER L’INTERO NETWORK DELLA STATISTICA UFFICIALE

La recente pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 5 maggio 2022, n. 53, recante disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere, segna una svolta normativa densa di implicazioni per la statistica ufficiale. La legge, infatti, conferma il valore imprescindibile dei dati per misurare questo fenomeno, approfondirne la conoscenza e assumere le decisioni pubbliche più idonee a prevenirlo e contrastarlo. La legge, inoltre, valorizza la cooperazione inter-istituzionale in questo ambito, sollecitando l’azione congiunta dell’Istat e dei soggetti del Sistema statistico nazionale (Sistan) sul versante della raccolta, analisi e diffusione dei dati. A tal proposito, particolare attenzione è dedicata alla qualità dei dati, che devono essere chiari (accessibilità); utili a far emergere il fenomeno (pertinenza); adatti a offrirne una visione complessiva (esaustività); raccolti con regolarità (puntualità) e rapidità (tempestività); conformi a elevati standard metodologici (rigorosità); confrontabili sul territorio nazionale e, possibilmente, internazionale (comparabilità).

La legge 53/2022 è in ideale sintonia con altri provvedimenti già presi in materia a livello internazionale. Tra questi, si segnala in primo luogo la Convenzione di Istanbul, ratificata in Italia nel 2013, che stabilisce l’importanza dei dati statistici per conoscere il fenomeno e valutare le azioni dei decisori pubblici per prevenirlo e contrastarlo. Altrettanto rilevanti, in precedenza, erano state le indicazioni del Committee on the Elimination of Discrimination Against Women (Cedaw), che già nel 1989 aveva enfatizzato i nessi tra dati statistici e politiche di prevenzione e contrasto del fenomeno, fornendo successive raccomandazioni nella General Recommendation 12 del 1922, nella General Recommendation 19 dello stesso anno e nella General Recommendation 35 del 2017.

Nella cornice di queste sollecitazioni internazionali, anche l’Italia si è distinta per un impegno costante sul tema della violenza contro le donne. Determinante, in particolare, è stato il contributo del Dipartimento per le Pari opportunità (Dpo) presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel 2013, infatti, il Dpo ha istituito la prima task force sulla violenza contro le donne e disegnato l’architettura del primo sistema informativo sul tema. Successivamente, ha dato impulso ai Piani nazionali antiviolenza, siglato il protocollo d’Intesa Dpo-Istat (2016) e il suo accordo esecutivo (2017), da cui scaturisce l’attuale sistema integrato di rilevazioni e di indicatori sul fenomeno. Altrettanto rilevante è stato l’impegno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha ripetutamente sottoposto il tema della violenza contro le donne all’attenzione del mondo politico, istituzionale e del privato sociale. Nel porsi in continuità con le strategie e le attività pregresse, la legge 53/2022 introduce anche rilevanti elementi di innovazione. Infatti, obbliga le istituzioni ad adeguarsi, se ancora non l’hanno fatto, a misurare la violenza di genere e stabilisce una tempistica di dodici mesi per l’adozione dei cambiamenti organizzativi necessari a garantire l’attuazione della legge. Infine, dispone che l’Istat coordini la raccolta dei dati sul fenomeno, prevedendone il monitoraggio continuo e la diffusione dei risultati nella Relazione al Parlamento di cui al d.lgs. 322/89.

SISTAN: Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere