Rapporto Annuale 2021 Umbria – Andamento Demografico

Rapporto sull’andamento demografico

Introduzione

Il rapporto analizza l’andamento demografico in Umbria, comparato con quello del Centro e dell’Italia, nell’arco temporale 2011-2020. I dati sui matrimoni sono relativi al periodo 2010-2019 e per gli indicatori di struttura è disponibile il dato provvisorio del 2021. Per le nascite e i decessi si considerano anche i dati mensili aggregandoli in periodi che comprendono più mesi recenti, tenendo conto degli effetti della pandemia da Covid-19. Tutti i dati sono di fonte Istat.

Calcolando le variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si osserva con chiarezza l’incremento molto netto dei decessi tra ottobre 2020 e febbraio 2021 (seconda ondata della pandemia) in tutti e tre i territori considerati; nella cosiddetta prima ondata pandemica (febbraio – maggio 2020) un aumento molto forte si registra solo in Italia.

Anche gli indicatori demografici descrivono uno scenario fortemente condizionato dalla pandemia: nel 2020 rispetto al 2019, l’incidenza dei matrimoni sulla popolazione in Umbria è più che dimezzata, negli altri due ambiti territoriali (Centro e Italia) si è molto vicini a tale situazione. Calano anche le nascite, in particolare nel periodo novembre 2020 e febbraio 2021 (a cominciare da 9 mesi dall’inizio della pandemia); tale decrescita si riflette sul tasso di fecondità che fa registrare un decremento comunque riscontrabile già dal 2011: si passa da un valore di 1,39 nel 2011 a 1,15 nel 2020 in Umbria.

Il tasso di natalità conferma questa tendenza, in Umbria l’incidenza dei nati sulla popolazione, tra il 2011 e il 2020, perde 2,7 unità per 1.000 abitanti, in Italia 2,3. L’incidenza dei decessi sulla popolazione (tasso di mortalità), lungo la serie storica considerata, ha un andamento altalenante e tendenzialmente al rialzo, tra il 2019 e il 2020; a seguito della pandemia si registra una forte crescita: +1 unità per 1.000 abitanti in Umbria e addirittura +2 unità in Italia. Sono variazioni annuali più consistenti rispetto a quelle degli altri anni della serie storica considerata.

Le tendenze della natalità e della mortalità si riflettono sul tasso di crescita naturale della popolazione che nel 2020 è in forte flessione, accentuando i valori già negativi del 2019 e degli anni precedenti. Tra il 2011 e il 2020 anche il tasso migratorio decresce ed è negativo nel 2020 nel Centro e in Italia. Da questi dati risulta che il tasso di crescita totale, che ingloba quello naturale e quello migratorio, sia negativo già a partire dal 2013 in Umbria e negli ultimi anni della serie risulta essere in modo più accentuato in tutti e tre i territori.

L’indice di vecchiaia ci dice che la popolazione sta progressivamente invecchiando, tendenza che si osserva già dai primi anni della serie e che dal 2018 ha portato l’Umbria su valori superiori a 200; la popolazione oltre 65 anni è più che doppia rispetto a quella nella fascia 0-14 anni.

La speranza di vita alla nascita, tra il 2011 e il 2019, s’incrementa significativamente. In 8 anni in Umbria si guadagnano 1,3 anni, ma tra il 2019 e il 2020, a causa della pandemia, si assiste a una flessione molto netta: in un solo anno in Umbria si sono persi 0,7 anni, in Italia 1,2, riportando l’aspettativa di vita alla nascita nazionale allo stesso valore del 2011.

Nati per periodo di nascita

La variazione percentuale dei nati tra luglio e settembre 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in Umbria, è in leggera flessione, in Italia e nel Centro si registrano decrescite (rispettivamente -3,48% e -4,58%). A causa della pandemia, tra novembre 2020 e febbraio 2021, nei tre territori considerati, si assiste a un netto decremento delle nascite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il massimo in Italia (-13.855 nati, pari al -10,11%), in Umbria (- 140, pari al -7,85%).

Tav. 1 – Nati per periodo di nascita, Umbria, Centro e Italia, variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

gen-ott 20 nov 20-feb 21 marzo-giugno 21 luglio-settembre 21
Umbria -4,39 -7,85 -2,96 -0,42
Centro -2,62 -9,26 -1,84 -4,58
Italia -2,46 -10,11 -1,05 -3,48

Fonte: elaborazioni dati Istat

Grafico 1

Matrimoni per rito

Nel 2019, in Umbria, si osserva una netta prevalenza del rito civile, 56,1%, contro quello religioso al 43,9%; in Italia si registra, anche se in misura minore, la stessa tendenza, mentre nel Centro è molto più accentuata. Il trend degli ultimi nove anni ha visto un’inversione delle proporzioni, si è passati dalla prevalenza del rito religioso a una preponderanza del rito civile. Nel 2010 in Umbria il rito religioso si attestava al 62%, in Italia al 63,5%.

Tav. 2 – Matrimoni per rito, Umbria, Centro e Italia, Anni 2010-2019 (composizione percentuale)

2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019
religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile religioso civile
Umbria 62,0 38,0 54,9 45,1 56,4 43,6 54,7 45,3 55,6 44,4 51,1 48,9 52,8 47,2 48,4 51,6 45,4 54,6 43,9 56,1
Centro 56,4 43,6 52,9 47,1 50,6 49,4 48,9 51,1 48,9 51,1 46,8 53,2 44,6 55,4 41,8 58,2 40,5 59,5 38,2 61,8
Italia 63,5 36,5 60,8 39,2 59,0 41,0 57,5 42,5 56,9 43,1 54,7 45,3 53,1 46,9 50,5 49,5 49,9 50,1 47,4 52,6

Fonte: Istat

Grafico 2

Tasso di nuzialità

Il tasso di nuzialità – rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000 – in Umbria nel 2020, è pari a 1,4, valore inferiore a quello medio nazionale (1,6). Tra il 2010 e il 2019 si registra un calo dell’indicatore anche se non marcato; negli anni centrali della serie storica si assiste a una leggera ripresa in Italia. Da notare l’impatto molto negativo della pandemia sul tasso di nuzialità: tra il 2019 e il 2020, in Umbria, è più che dimezzato (da 2,9 a 1,4); anche al Centro e in Italia il valore dell’indicatore è poco più della metà rispetto al 2019.

Tav. 3 – Tasso di nuzialità (1), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 *
Umbria 3,4 3,3 2,9 3,0 3,0 3,0 2,9 3,0 2,9 1,4
Centro 3,3 3,3 3,1 3,0 3,0 3,1 3,0 3,0 2,8 1,5
Italia 3,4 3,4 3,2 3,1 3,2 3,4 3,2 3,3 3,1 1,6

(1) Rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 3

Tasso di fecondità

Il tasso di fecondità totale, che misura il numero medio di figli per donna, in Umbria nel 2020, è inferiore al valore medio nazionale (1,15 contro 1,24) e in misura minore a quello medio del Centro. Tra il 2011 e il 2020 si registra una costante flessione, al netto di episodiche fasi di stabilità. L’indicatore nel Centro e in Italia assume valori superiori a quelli umbri ad eccezione del 2019, quando il tasso di fecondità umbro è pari a 1,20 contro 1,19 del Centro. L’andamento della curva regionale può essere approssimato ad una retta: la bontà dell’adattamento lineare è molto alta e pari a 0,97 (1 è il massimo). L’equazione lineare ci dice che ogni anno il tasso di fecondità umbro decresce di -0,03 unità.

Tav. 4 – Tasso di fecondità totale (2), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011- 2020

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020**
Umbria 1,39 1,39 1,38 1,34 1,29 1,28 1,26 1,22 1,20 1,15
Centro 1,43 1,41 1,39 1,38 1,34 1,34 1,29 1,25 1,19 1,17
Italia 1,42 1,42 1,39 1,38 1,36 1,36 1,34 1,31 1,27 1,24

(2) Numero medio di figli per donna. In un anno di calendario (anno di evento), è dato dalla somma dei tassi specifici di fecondità calcolati rapportando, per ogni età feconda, il numero di nati vivi all’ammontare medio annuo della popolazione femminile di quell’età.

* La serie storica del tasso di fecondità per il periodo 2002-2018 è stata ricalcolata sulla base della revisione delle stime delle nascite per età della madre e della ricostruzione della popolazione intercensuaria dal 2002 al 2018.

** Stima

Fonte: Istat

Grafico 4

Tasso di natalità

Il tasso di natalità – rapporto tra il numero di nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000 – in Umbria come nella ripartizione Centro e in Italia, è diminuito in modo consistente negli ultimi nove anni. In particolare in Umbria è passato da 8,7 a 6, a livello nazionale la decrescita ha portato l’indicatore da 9,1 nel 2011 a 6,8 nel 2020. Tra il 2019 e il 2020 la flessione della natalità, in Umbria, è più accentuata che negli altri due territori: -0,4 unità contro -0,1 del Centro e -0,2 dell’Italia. La decrescita del tasso, in Umbria, segue un andamento lineare, l’approssimazione lineare è quasi perfetta: 0,99. In Umbria, secondo tale approssimazione, ogni anno si perdono 0,3 punti di tasso di natalità.

Tav. 5 – Tasso di natalità (3), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 8,7 8,5 8,3 7,9 7,4 7,2 7,0 6,6 6,4 6,0
Centro 9,2 8,9 8,6 8,3 7,9 7,8 7,3 7,0 6,5 6,4
Italia 9,1 8,9 8,5 8,3 8,1 7,9 7,6 7,3 7,0 6,8

(3) Rapporto tra il numero di nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000

Grafico 5

Tasso di mortalità

Il tasso di mortalità – rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000 – in Umbria, tra il 2011 e il 2020, si è incrementato passando da 11,2 per 1.000 abitanti a 12,8, +1,6 unità. In Italia la crescita è ancora più sostenuta, da 9,9 per 1.000 abitanti a 12,6, +2,7. Tra il 2019 e il 2020, a causa della pandemia, l’aumento del tasso di mortalità è molto più accentuato: +1 unità in Umbria, + 2 in Italia.

Tav. 6 – Tasso di mortalità (4), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 11,2 11,7 11,3 11,1 12,2 11,6 12,3 11,5 11,8 12,8
Centro 10,4 10,7 10,4 10,3 11,1 10,7 11,2 10,8 10,8 12,0
Italia 9,9 10,2 10,0 9,9 10,8 10,2 10,8 10,6 10,6 12,6

(4) Rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 6

Decessi per periodo di decesso

Tra luglio e settembre 2021, in Umbria, si registra un incremento del 9,79% dei decessi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre in Italia l’incremento è più ridotto, 3,53%. Da notare l’aumento molto elevato di decessi, a causa della pandemia, in Umbria, tra ottobre 2020 e febbraio 2021, +1.271 decessi pari al +29,94%, in Italia + 76.290, pari a +28,26%. Tra febbraio e maggio 2020, a seguito della prima ondata da covid-19, solo in Italia si osserva un incremento di decessi elevato, +46.086, pari al +21,06%, nella ripartizione Centro + 3,78%, in Umbria -0,5%. Tra marzo e giugno 2021 in Umbria e nella ripartizione Centro si registra un incremento significativo dei decessi, rispettivamente +9,31% e +6,62%, in Italia una flessione -7,76%.

Tav. 7Decessi per periodo di decesso, Umbria, Centro e Italia, variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

feb – maggio 20 giu – set 20 ott 20 – feb 21 marzo-giugno 2021 luglio-settembre 2021
Umbria -0,50 0,53 29,94 9,31 9,79
Centro 3,78 3,23 26,25 6,62 0,89
Italia 21,06 2,30 28,26 -7,76 3,53

Fonte: elaborazione dati Istat, dati consultati a dicembre 2021

Grafico 7

Indice di vecchiaia

L’indice di vecchiaia – rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella di età 0-14 – in Umbria nel 2021, è abbondantemente sopra a 200 (217,2 per l’esattezza); la popolazione anziana è più che doppia rispetto a quella 0-14 anni e i valori del Centro e dell’Italia sono rispettivamente al di sotto di 200 e 190 (193,4 e 183,3). Tra il 2011 e il 2021, nei tre territori, si registra un costante e progressivo invecchiamento della popolazione, in Umbria l’indice di vecchiaia passa da 180 nel 2011 a 217,2 nel 2021. La bontà dell’adattamento dell’approssimazione lineare per l’Umbria è molto elevata (0,97). L’equazione della retta di regressione dell’Umbria ci dice che ogni anno l’indice di vecchiaia incrementa di 3,8 unità.

Tav. 8Indice di vecchiaia (5), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2021

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 *
Umbria 180,0 181,4 182,5 185,6 189,6 193,1 197,0 200,6 206,0 211,9 217,2
Centro 161,6 163,9 165,1 167,6 170,2 172,9 176,0 179,3 183,9 189,2 193,4
Italia 145,2 148,4 151,1 154,6 158,3 162,0 165,9 169,5 174,0 179,4 183,3

(5) Rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e oltre e la popolazione di età 0-14 anni

* Dato provvisorio

Fonte: Istat

Grafico 8

Indice di dipendenza strutturale

L’indice di dipendenza strutturale – rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) e la popolazione in età attiva (15-64 anni) – in Umbria nel 2021, è pari a 61,9, valore superiore a quello medio nazionale e a quello del Centro. Negli ultimi dieci anni si osserva un progressivo incremento dell’indicatore: in Umbria si passa da 57,3 del 2011 al 61,9 del 2021. La crescita dell’indice, in Umbria, segue una tendenza lineare, la bontà dell’adattamento dell’approssimazione lineare è alta e pari 0,89. Il coefficiente angolare della retta approssimante ci dice che ogni anno, in Umbria, l’indicatore incrementa di 0,45 unità.

Tav. 9 – Indice di dipendenza strutturale (6), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2021

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 *
Umbria 57,3 58,1 58,7 59,7 60,6 60,9 61,3 61,3 61,5 61,8 61,9
Centro 54,0 54,8 55,4 56,1 56,8 57,1 57,3 57,3 57,5 57,8 57,8
Italia 52,7 53,5 54,2 54,8 55,4 55,8 56,1 56,2 56,4 56,7 56,8

(6) Rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) e la popolazione in età attiva (15-64 anni)

* Dato provvisorio

Fonte: Istat

Grafico 9

Speranza di vita alla nascita

Tra il 2019 e il 2020, a seguito della pandemia, in Umbria e in misura maggiore in Italia, si registra una netta flessione della speranza di vita alla nascita: si passa da 84 anni a 83,3 anni, in Italia da 83,2 a 82. Questa decrescita è in controtendenza rispetto all’andamento dell’indicatore tra il 2011 e il 2019: a meno di episodiche flessioni, la speranza di vita s’incrementa passando da 82,7 anni in Umbria nel 2011 a 84 nel 2019, in Italia da 82 a 83,2. Si noti la significativa decrescita tra il 2014 e il 2015: in Umbria è pari a -0,4 anni. Bisogna rilevare che la curva dell’Umbria si situa sempre al di sopra di quella del Centro che a sua volta fa registrare valori superiori a quelli nazionali, indicando nella nostra regione una speranza di vita maggiore rispetto a quella del Centro e ancor più a quella dell’Italia in tutto il periodo considerato.

Tav. 10 – Speranza di vita alla nascita (7), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 82,7 82,6 82,8 83,2 82,8 83,4 83,3 83,8 84,0 83,3
Centro 82,2 82,2 82,6 82,8 82,5 83,0 82,8 83,3 83,5 82,9
Italia 82,0 82,0 82,3 82,6 82,3 82,8 82,6 82,9 83,2 82,0

(7) Numero medio di anni da vivere alla nascita

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 10

Tasso di crescita naturale

Il tasso di crescita naturale in Umbria nel 2020, è fortemente negativo: -6,8 per 1.000 abitanti, valore inferiore a quello italiano, -5,8 per 1.000. Dal 2014 si osserva una netta tendenza alla decrescita in Umbria e negli altri territori considerati, a meno di piccole ed episodiche variazioni positive: in Umbria si passa dal -3,2 per 1.000 abitanti del 2014 al -6,8 del 2020. La curva umbra si situa costantemente e nettamente al di sotto di quella del Centro e di quella dell’Italia, denotando un tasso di crescita naturale negativo più accentuato.

Tav. 11 – Tasso di crescita naturale (8), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria -2,5 -3,2 -3,1 -3,2 -4,8 -4,4 -5,3 -4,9 -5,4 -6,8
Centro -1,2 -1,9 -1,8 -2,0 -3,2 -2,9 -3,9 -3,8 -4,3 -5,6
Italia -0,8 -1,3 -1,4 -1,6 -2,7 -2,4 -3,2 -3,2 -3,6 -5,8

(8) Differenza tra tasso di natalità e mortalità

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 11

Tasso migratorio con l’estero

Nel 2020, in Umbria, il tasso migratorio coll’estero – rapporto tra il saldo migratorio con l’estero e l’ammontare medio annuo della popolazione residente, per 1.000 abitanti – è pari a 1,8 per 1.000 abitanti, in Italia a 1,3. Tra il 2019 e il 2020 si assiste a un drastico calo a causa della pandemia, l’indicatore in Umbria si porta da 3 a 1,8, in Italia si dimezza, da 2,6 a 1,3. Bisogna rilevare che anche tra il 2012 e il 2014 si registra un decremento molto accentuato; in Umbria e in Italia la diminuzione prosegue nel 2015, portando l’indicatore, in Umbria, a un valore negativo, -0,2 per 1.000, valore minimo, rispetto al massimo del 2012 (4,7 per 1.000), anno del picco anche per l’Italia, 4,2 e per il Centro, 6,5.

Tav. 12 – Tasso migratorio con l’estero (9), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 3,3 4,7 2,5 0,0 -0,2 0,7 0,1 1,5 3,0 1,8
Centro 4,4 6,5 3,7 1,4 1,4 1,6 1,3 1,5 3,6 1,9
Italia 3,4 4,2 2,6 0,8 0,5 0,7 1,0 1,2 2,6 1,3

(9) Il tasso migratorio con l’estero è il rapporto tra il saldo migratorio con l’estero e l’ammontare medio annuo della popolazione residente, per mille. Il saldo migratorio con l’estero è dato dalla differenza tra il numero degli iscritti nei registri anagrafici per trasferimento di residenza dall’estero e il numero dei cancellati per trasferimento di residenza all’estero

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 12

Tasso migratorio totale

Negli ultimi nove anni si assiste a una netta decrescita del tasso migratorio totale (rapporto tra il saldo migratorio e l’ammontare medio annuo della popolazione residente, per mille), se si esclude la fase di crescita significativa registrata in Umbria tra il 2014 e il 2018. Il decremento risulta essere più accentuato tra il 2012 e il 2014. Nel 2012 – coerentemente con il tasso migratorio coll’estero – si registra il massimo per i tre territori; nella ripartizione Centro si raggiunge un livello molto elevato dell’indicatore (9,2 per 1.000 abitanti, contro 5,8 dell’Umbria e 4,2 dell’Italia). Nel 2014 il tasso migratorio totale, in Umbria, è negativo, -1 per 1.000. Nel 2020, nel Centro e in Italia è ancora negativo (rispettivamente -0,8 e -0,7), mentre in Umbria è pari a +0,8.

Tav. 13 – Tasso migratorio totale (10), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 3,5 5,8 2,4 -1,0 0,1 0,9 0,2 1,8 1,0 0,8
Centro 5,6 9,2 5,5 2,7 2,6 2,8 2,3 2,0 0,7 -0,8
Italia 3,4 4,2 2,6 0,8 0,5 0,7 1,0 1,2 0,4 -0,7

(10) Il tasso migratorio totale è il rapporto tra il saldo migratorio e l’ammontare medio annuo della popolazione residente, per mille. Il saldo migratorio è dato dalla differenza tra il numero degli iscritti e il numero dei cancellati dai registri anagrafici per trasferimento di residenza

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 13

Tasso di crescita totale

Nei tre territori considerati – in maniera più marcata tra il 2012 e il 2014, come conseguenza della forte flessione del tasso migratorio totale – si assiste a un progressivo decremento della popolazione (tasso di crescita totale in flessione, somma del tasso migratorio netto totale e il tasso di crescita naturale) a meno di incrementi episodici; degno di nota quello fatto registrare in Umbria tra il 2017 e il 2018 (da -5,1 per 1.000 abitanti a -3,1). In Umbria, dopo il massimo del 2012, 2,6 per 1.000 abitanti, si registra un crollo dell’indicatore che si porta nel 2013 e ancor più nel 2014 e 2015 su valori negativi (-4,7 per 1.000 nel 2015). Si noti il valore molto alto dell’indicatore nel Centro nel 2012, +7,4. La curva umbra dell’indicatore si situa abbondantemente al di sotto di quella italiana, ad eccezione del 2020 quando nei tre territori si raggiunge il minimo del tasso di crescita totale (-5,9 per 1.000 in Umbria, -6,4 e -6,5 nel Centro e in Italia); nel 2012 il valore umbro è di poco inferiore a quello italiano. L’Umbria anticipa di un anno l’Italia nel far registrare valori negativi, di due il Centro (in Umbria dal 2013 il tasso di crescita totale è negativo).

Tav. 14 – Tasso di crescita totale (11), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (per 1.000 abitanti)

  2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020*
Umbria 1,1 2,6 -0,7 -4,3 -4,7 -3,5 -5,1 -3,1 -4,4 -5,9
Centro 4,4 7,4 3,6 0,7 -0,6 -0,1 -1,6 -1,8 -3,6 -6,4
Italia 2,6 2,9 1,1 -0,8 -2,2 -1,6 -2,1 -2,0 -3,2 -6,5

(11) Somma del tasso migratorio netto totale e del tasso di crescita naturale

* Stima

Fonte: Istat

Grafico 14

Speranza di vita in buona salute alla nascita

Nel 2020 la speranza di vita in buona salute alla nascita – numero medio di anni ancora da vivere in buona salute – in Umbria, è pari a 67,4 anni, valore nettamente superiore a quello medio del Centro e a quello medio nazionale. Tra il 2019 e il 2020, in Umbria, si registra un incremento molto consistente dell’indicatore, da 60 a 67,4 anni, come negli altri due territori, anche se in misura minore. Si notino i significativi incrementi dell’indicatore tra il 2012 e il 2013 e tra il 2018 e il 2019 in Umbria.

Tav. 15 – Speranza di vita in buona salute alla nascita (12), Umbria, Centro e Italia, Anni 2011-2020 (numero medio di anni)

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
Umbria 58,6 57,3 60,0 59,9 59,6 58,2 58,5 58,2 60,0 67,4
Centro 58,3 59,5 58,6 59,3 58,8 58,3 59,7 60,1 59,1 63,8
Italia 58,2 58,5 58,2 58,2 58,3 58,8 58,7 58,5 58,6 62,8

(12) Numero medio di anni da vivere in buona salute alla nascita

Fonte: Istat

Grafico 15

Soddisfazione per la propria salute

Nel 2020, in Umbria, l’81,1% delle persone di 14 anni e più ha dichiarato di essere “molto o abbastanza soddisfatta della salute”, valore leggermente inferiore a quello del Centro e dell’Italia. Da notare che, in Umbria nel 2012, nel 2014 e tra il 2016 e il 2018, si osservano percentuali abbondantemente inferiori a quelle del Centro e dell’Italia. Si osservi che, in Umbria, si passa dal minimo dell’indicatore nel 2014 (il 76,2% delle persone è “molto o abbastanza soddisfatta della salute”), al massimo del 2015, 83%.

Tav. 16 – Persone di 14 anni e più molto o abbastanza soddisfatte della salute, Umbria, Centro e Italia,

Anni 2011-2020

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
Umbria 82,0 79,0 81,2 76,2 83,0 78,1 77,8 77,4 80,3 81,1
Centro 81,1 81,0 80,4 81,0 81,3 81,4 81,9 81,5 79,7 81,2
Italia 81,3 80,8 80,3 79,9 81,1 81,2 80,6 80,7 80,2 81,6

Fonte: Istat

Grafico 16


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