Dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sull’articolazione geografica del valore aggiunto provinciale procapite del 2022, emerge come siano ancora notevoli le differenze in termini di valore aggiunto prodotto tra il Nord e il Sud del Paese. La classifica del valore aggiunto pro-capite 2022 vede in cima alla classifica ben tre province del Nord con Milano in testa (55.483 euro), seguita da Bolzano (49.177) e Bologna (41.737). Bisogna scorrere fino al 47esimo posto per trovare la prima provincia appartenente al Mezzogiorno.

Tuttavia, nel complesso è il Centro Italia a registrare nel 2022 rispetto all’anno precedente una crescita più sostenuta rispetto alla media italiana (7,8% contro 6,9% a prezzi correnti) – grazie soprattutto al buon andamento della Toscana (+8,6%) e del Lazio (+ 8,1%), seguita da Nord est (+7,3%), Sud (+7,2%) e Nord Ovest (+6,1%).

Nel 2022 in Umbria, la Provincia di Perugia con un valore aggiunto a prezzi base (valori correnti) procapite di 27.796 euro si conferma superiore alla Provincia di Terni (25.140 euro procapite). Rispetto al 2021 entrambe le Province registrano un aumento rispettivamente del 5,3% e del 4,7% (migliorando di 4 e 6 posizioni).

Tutte le province italiane hanno ormai superato la crisi pandemica ad eccezione di Firenze. Ad allungare il passo tra il 2019 e il 2022 sono in particolare Matera con una crescita del 26,9% del valore generato, Potenza (+21,4%) e Brindisi (+15,2%).

Sia la Provincia di Perugia che quella di Terni registrano dalla pre pandemia al 2022 una consistente crescita pari rispettivamente al +12,8% e +10,2%, classificandosi nella graduatoria delle Province al 17° e 45° posto in merito alla crescita registrata.

Le costruzioni accelerano soprattutto al Mezzogiorno che registra una crescita del settore del 12,3% nel 2022 rispetto al 2021, a fronte di un incremento medio nazionale del 10,4% anche per effetto del superbonus 110%. Sono infatti tutte del Sud anche le prime dieci province che registrano gli aumenti maggiori, con Campobasso capofila (+24,4%), seguita da Salerno (+19,1%) e Benevento (19,1%). In linea, invece, l’andamento del Nord (10,3%) mentre cammina a passo più rallentato il Centro (8,3%).

Le Province di Perugia e Terni tra il 2019 e il 2022 registrano un incremento del valore aggiunto nel settore delle costruzioni del 31% e 27,5%, una riduzione tra il 2021 e il 2022 (-4,3% e -6,5%).

La crescita del settore Servizi è tra i principali protagonisti del processo di recupero del 2022, con un incremento del 10,6% a cui ha contribuito in maniera determinante il ritorno al valore dei flussi turistici pre-pandemici. Tanto è vero che aumenti maggiori del valore aggiunto si registrano proprio in quelle aree in cui il turismo rappresenta una risorsa importante per il complesso del territorio.

A livello provinciale è, comunque, il Nord-Est a mostrare dati più brillanti con Trento prima sul podio per tassi di incremento (+15,2%), Bolzano seconda (+14,8%) e terze pari merito Padova e Venezia (ambedue +13,4%). Mentre più a rilento vanno le Isole con un terzetto tutto sardo agli ultimi posti della classifica con Cagliari (+6,7%), Oristano (+7,0%) e il Sud Sardegna (+7,1%).

Tra il 2021 e il 2022 in questo settore la Provincia di Terni cresce leggermente più di quella di Perugia (+8,7% contro il +8,6%) e ancor di più tra il 2019 e il 2022, +15,7% contro +7,8%.

Variazione percentuale del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra gli anni 2019 e 2022 nelle province italiane

Variazione percentuale del valore aggiunto ai prezzi base e correnti fra gli anni 2021 e 2022 nelle province italiane

Fonte: Centro studi Tagliacarne – Unioncamere

https://www.unioncamere.gov.it/comunicazione/comunicati-stampa/valore-aggiunto-milano-prima-valore-aggiunto-pro-capite-da-oltre-ventanni-ma-potenza-al-top-crescita-164-nel-2022

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